ETTORE BASSI

SIMONA CAVALLARI

 

 

MI AMAVI ANCORA...

di Florian Zeller

e con GIANCARLO RATTI e MALVINA RUGGIANO

Regia di Stefano Artissunch

 

Lo scrittore e drammaturgo Pierre è morto in un incidente d’auto. Nel tentativo di mettere ordine ai documenti, Anne, sua vedova, scopre gli appunti presi per una futura commedia, in cui uno scrittore, sposato, è innamorato di una giovane attrice. Fiction o autobiografia? Anne si persuade che il testo narri l’infedeltà di Pierre e va alla ricerca della sua antagonista senza tuttavia riuscire a rivelare la verità. Con l’aiuto di Daniel, migliore amico di Pierre, un personaggio brillante e forse segretamente innamorato di lei, Anne persevera nella sua ricerca e decide di contattare l’attrice Laura Dame che è menzionata nelle note della commedia del marito. Forse è lei la presunta amante del marito.  Ma quanto deve essere cercata la verità?

 

Flashback in situazioni inaspettate, lo spettatore si immedesima in questi personaggi in una ricerca fatta di dubbi e apprensioni, in cui si mescolano realtà, immaginazione, paura, risate e fantasia.

La commedia, nella versione originale intitolata «Si tu mourais» è stata premiata dall’Accademia Francese per la Nuova Drammaturgia. Prodotta da a.ArtistiAssociati in collaborazione con Synergie Arte Teatro, questa edizione italiana di «Mi amavi ancora…», diretta da Stefano Artissunch, vede in scena con Bassi e la Cavallari gli attori Giancarlo Ratti e Malvina Ruggiano. Le scene sono di Matteo Soltanto, i costumi di Marco Nateri

 

Note di regia

 

Non mi capita spesso di leggere un testo teatrale ed arrivare a commuovermi, dicendo questo non voglio tradire la sua introspezione immaginandola solo come materia emotiva ma credo proprio che la fortuna di questo giovane autore vincitore di numerosi premi in Francia ed in tutti i palcoscenici del mondo sia una raffinata ed eccellente scrittura ricca di colpi di scena e densa di umorismo, dove il passato ed il presente giocano a nascondino come la verità e la menzogna. Zeller ci pone di fronte a poche certezze e ci solleva sempre molti dubbi come scrive nelle sue note: “possiamo davvero conoscere l’altro, o la sua faccia rimane ancora, pur essendo familiare, una maschera, una chimera, una Pirandelliana ricostruzione?”

 


DATA

28 marzo 2020

ORARIO

17:00 e 20:45

Durata 1 ora e 45 minuti - senza intervallo