GIANNI DE FEO

 

 

CHAPEAU!

OVVERO, I MISFATTI DELL'ISTINTO

di Roberto Russo

regia di Gianni De Feo

 

CHAPEAU! racconta la (semi)surreale vicenda del Cittadino 2Barra4 abitante in una immaginifica società/alveare dove controllo e repressione sulle vite, sulle coscienze e soprattutto sulle emozioni degli individui, vengono esercitati in maniera sempre più autoritaria.

In questo mondo iper razionale e fondato su concetti di opportunità ed utilità, calderone di rimandi kafkiani ed orwelliani, qualsiasi forma di Istinto è considerata Reato!

La cartina tornasole dalla quale il Potere evince possibili comportamenti sovversivi ed anti sociali, consiste nell’assoluto rispetto e conoscenza delle formule matematiche. Da quelle

più elementari a quelle più complesse.

Ebbene, gli involontari errori di Calcoli Matematici da parte del protagonista diventeranno, agli occhi delle Autorità, pericolose manifestazioni di devianza da stroncare, senza pietà!

2Barra4 soffre di una dislessia aritmetica che lo induce, cosa gravissima, a collegare la Realtà al Sogno e che lo condurrà, in un finale liberatorio, a rivendicare questo suo “handicap” come vera e propria espressione di Libertà. Nella sua narrazione da internato in un Lager, il nostro 2Barra4, giunge ad evocare 2

momenti di puro istinto. Epici, ognuno a proprio modo: Il gesto di Orfeo che, voltandosi, al di là di ogni cautela, perde Euridice, ed il gesto di Zidane che durante la finale dei Mondiali di calcio del 2006, nella sua ultima partita, al di là di ogni razionalità, colpisce un avversario con una testata, facendosi espellere. Gesti inconsulti ed istintivi che, nella loro evidente natura auto lesionista, si pongono, liricamente, al di fuori di ogni calcolo.

Ed allora, in un mondo nel quale si tende ad annacquare ogni forma di Istinto, Chapeau! a chi, provocatoriamente, non mortifica la propria Natura ma la perpetua andando in “Direzione ostinata e contraria”.

Lo spettacolo, basandosi su atmosfere decadenti, da festa finita o mai iniziata, tali da rimandare a Weimar, evoca suggestioni sonore fortemente Mitteleuropee che partono dal taglio crudo e ironico del Kabarett Berlinese per sfociare in un catartico e poetico Fabrizio

 

De André.

DATA

11 Febbraio 2018

ORARI

17:00 e 20:45